2017: Che Vino Sarà

Parla Andrea Gori, sommelier, giornalista, organizzatore di eventi nel mondo del vino.

Andrea, salutiamo il 2016 del Vino. Che anno è stato, per cosa sarà ricordato in particolare, quali domande ha lasciato aperte…
Un anno interessante perchè abbiamo visto sul mercato due vendemmie diversissime come la 2014 e la 2015. In entrambi casi sono stati bravissimi i nostri vignaioli che hanno prodotto vini in linea con il millesimo e coerenti con il loro stile senza cercare di forzare la natura. Ma guardando al mercato...i consumi sono sempre in discesa...se si eccettua il piccolo grande boom dei vini naturali che risultano sempre in crescita ma che tocca una percentuale piccola del pubblico.

Veniamo al 2017. Quali pensi saranno i tempi caldi della discussione pubblica sul Vino in Italia?
Spero vivamente che si cominci a pensare all’allarmante calo di consumo del vino di qualità soprattutto nei giovani, entro breve rischiamo l’implosione del mercato interno che già oggi si regge solo sul boom del prosecco e degli spumanti in genere. Altro tema le certificazioni bio et similia e il loro reale valore sul mercato, la fiducia del consumatore va sul bollino e sull’etichetta oppure sul nome del produttore? Ma poi di tutti quanti questi produttori sarà bene fidarsi sulla parola o dovremo cominciare a verifcare molte delle loro affermazioni?

I territori, l’origine, l’identità del vino in un paese così ricco di varietà e proposte come l’Italia sono sempre di più al centro dell’interesse del consumatore e degli addetti ai lavori. Quali zone e quali produttori attirano di più la tua curiosità, quali vedi per primi nel tuo…”mirino”?
Di certo tutti quelli che esprimono più un territorio o un’idea precisa di un vino. Se guardo alla Toscana penso alla costa e le zone attorno a Bolgheri oltrechè le isole nell’immediato futuro, Elba e Giglio in primis. In grande spolvero anche il Valdarno di Sopra, stanno ben sfruttando i 300 anni della denominazione. Uscendo dalla Toscana le zone minori della Sicilia, un Piemonte sempre più superstar (ma solo per le zone pregiate a Nebbiolo), i vini “nuovi” del Friuli Venezia Giulia e completi outsider come il Lazio che nel medio periodo ci sorprenderà tra Cesanese e Malvasia aromatica. Ma occhio anche al Sangiovese di Romagna...si stanno facendo sotto!

Toscana 2017. A breve ci saranno le classiche anteprime (Montalcino, Montepulciano, Chianti Classico, Bolgheri, ecc…): con che spirito e con quali domande nel “taschino” ci andrai?
Cerco conferme nel Chianti Classico dove sono stati fatti investimenti e la posta in gioco è davvero alta. Montalcino dovrà tenere alto il suo nome con tante aspettative per una 2012 che si prospetta ottima ma dovrà dimostrare che la Riserva ha ancora un senso con un’annata particolare come la 2011 in uscita non molto adatta alla tipologia in teoria. La Vernaccia di San Gimignano sta per entrare nel circolo dei grandi bianchi d’Italia e non può più sbagliare una vendemmia, la 2015 è stata ottima, la 2016 sarà un bel banco di prova. A Montepulciano c’è più confusione ma ormai il manipolo di aziende di valore è ampio, vediamo se confermeranno alcuni belli exlpoit dello scorso anno. Da Bolgheri mi aspetto molto di più, molti vendono solo per il fatto che sono DOC e si sono un po’ seduti sugli allori...eccetto i big che non sono mai stati così eccellenti.

Lo Champagne è da tempo il tuo preferito o sbaglio? Recentemente hai collaborato ad un’apprezzata guida, ma non è la prima pubblicazione che dedichi al campione d’oltralpe. Come mai un toscanaccio come te coltiva questa passione, non temi di essere accusato di”tradimento”?
Qualche anno fa avrei detto che è l’unica tipologia di vino che non possiamo produrre in Toscana, ma qualche bel vino metodo classico toscano mi ha fatto ricredere. Allora rispondo che in un pasto perfetto si inizia con lo champagne, si prosegue con i nostri rossi e per risvegliarsi prima della fine si riapre un’altra bottiglia di Champagne, magari millesimato, a chiudere il cerchio! Poi non scordiamoci che Reims è da 60anni gemellata con Firenze e che da quest’anno cominceranno festeggiamenti e collaborazioni tra i sindaci delle due città. Quindi diciamo che sono in missione per la nostra città!

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