L’Aurora in Cucina, potenza & leggerezza

Ehi Fiorentini! Volete fare un super pranzo? A Sasso Marconi...

Ehi Fiorentini! Volete fare un super pranzo? Lasciate per qualche ora la città, dimenticate la bulimica teoria di inaugurazioni di locali e localini e rifatevi gli occhi e la bocca imboccando la variante di valico dell’A1 per raggiungere in un’oretta Sasso Marconi. Qui, alle porte di Bologna la grassa, storica capitale del mangiar bene italiano, le nebbie dell’Appenino si diradano all’improvviso su un moderno resort.

Di fronte bottega gastronomica, Mollica; accanto ristorante Marconi, dove siamo venuti alla scoperta della cucina di Aurora e Massimo Mazzucchelli. Una storia di famiglia iniziata negli anni ottanta e “svoltata” nel 2000 quando i due fratelli, lui in sala, lei in cucina, hanno dato vita ad un nuovo corso del ristorante di famiglia, premiato otto anni dopo dalla prima stella Michelin, apripista di una serie di importanti e meritati riconoscimenti.

Il locale è rinnovatissimo, essenziale, esemplare nel design, illuminato dalla luce naturale delle grandi vetrate che si affacciano sul giardino, arredi lineari in rovere: la scena deve essere tutta per i piatti. Che sanno conquistarsela, eccome. La cucina di Aurora ha radici nel territorio, ma soprattutto negli ingredienti che ama scegliere e proporre. Quindi, per favore, non parliamo di cucina bolognese rivisitata. Parliamo invece di cucina del territorio di oggi. Per gusto, cotture, alimenti, scelte, potenza, si, potenza nella leggerezza.

Esordio clamoroso con la raffica iniziale: cinque piatti-assaggio fa-vo-lo-si. Aringa, gelato d’aringa, puntarelle, mandarino e gamberi rosa crudi. Capasanta, burro acido e alghe rosse. Ecco – segnatevelo – il Capo Finisterre: piovra, percebes, limoni di mare e semi di coriandolo. Cervo, cavolo nero, melagrana e bacche di rosa canina. Già sedotti, complice la sfilata di Champagne Bergère che accompagna questo lauto pranzo - siamo partiti con il Nature 100% Chardonnay e con il Selection 50% Chardonnay e 50% Pinot Nero abbinati in maniere sublime - aspettiamo un classico di Aurora, i maccheroni al torchio, anguilla affumicata, ostriche crude e spinaci. La pasta croccante entra in contrasto esplosivo con il piatto: da non perdere. Della serie “non farsi mancare niente” seguono i cappellacci di zucca, succo di mela e foie gras a scaglie. L'abbinamento scelto da Massimo Fabiani, ambassador dello Maison di Epernay, è stato Blanc de Blanc e Blanc de Blancs Gran Cru: entusiasmanti.

C’è ancora spazio – le porzioni sono ridotte, la leggerezza è ovunque – per godere di due secondi. Agnello, pancia cotta sulla pietra e carciofi (una cottura antica, a forno spento) e lo squisito Germano, mela, cicoria e acciuga. Qui siamo passati al Tentation, 75% Pinot Nero e 25% Chardonnay.
Colpo finale il dessert, autentica sorpresa, sapori inediti: raviolo d’ananas ripieno di ricotta, caviale di caffè, uvetta e pinoli. Per chiosare il top della gamma, il “38.40”, 100% Chardonnay, unico come il suo nome. Applausi, sipario.

Ristorante MARCONI - Via Porrettana n.291 - 40037 Sasso Marconi (BO) - 051 846216 (chiuso dom sera e lun) info@ristorantemarconi.it
I Percorsi: 5 piatti 65 euro, 8 piatti 85, bevande escluse

 

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