Che VINO sta arrivando…

Intervista con il “Sommelier Informatico” Andrea Gori

Alla vigilia della nuova stagione le dritte di Andrea Gori. Il ritorno dei vini caldi e corposi. Una Vendemmia difficile ma con sorprese impreviste. Ristoranti e Guide: giovani che sgomitano, vecchie glorie che resistono: un corpo a corpo che promette scintille. Guide Vini: grande è la confusione sotto il cielo, dove domina ancora il vecchio Gambero con i suoi 3 bicchieri, ma… Vini da collezione? È il momento del Barolo, ma cercate anche i Georgiani in anfora! Bianchi e Bollicine sempre in marcia, ma gettiamo lo sguardo all’estero in Austria, Germania, Borgogna e in Italia attenzione a Verdicchio e Soave, sono loro che cresceranno!

Citando il refrain di una grande serie tv, Il Trono di Spade, “L’Inverno sta arrivando”… per il vino che stagione sarà quest’anno?
Siamo diventati tutti più metereopatici e sensibili alle variazioni del clima quindi l’autunno è partito molto bene per i vini considerati caldi e corposi divenuti subito molto richiesti con i primi freddi. Vini corposi speziati e anche “caldi” dal punto di vista alcolico si stanno riprendendo dagli ultimi cali di preferenza che vedevano maggiormente privilegiati i vini più freschi e acidi anche nelle mezze stagioni. C’è molto interesse da parte del pubblico neofita verso vini come Primitivo e Amarone (che però stuzzicano anche gli esperti che hanno capito che investendo un po’ di tempo nella ricerca possono trovare pane per i loro denti) e ovviamente i vini premiati dalle guide che stanno uscendo in questo periodo. Dopo Piemonte e Toscana, molto premiati il Veneto, la Sicilia e un piccolo grande rinascimento per la Romagna con i suoi sangiovese. Gli esperti stanno scoprendo la bellezza dello Champagne “fuori stagione” e tra Bordeaux e Borgogna non c’è proprio partita, tutti vogliono il pinot nero, spesso purtroppo offerto a prezzi molto elevati che però aiutano ad apprezzare di più i nostri campioni dell’Appennino. Sempre in grande spolvero i vini cosiddetti “naturali” nei confronti dei quali però il consumatore si è fatto molto più esigente di qualche anno fa...

Vendemmia complicata quella di quest’anno… che sensazioni hai?
La sensazione è che la famosa descrizione “a macchia di leopardo” si rivelerà ancora più vera nel senso che sarà molto difforme e con variazioni importanti anche all’interno di una stessa denominazione e regione. Il calo di produzione sarà importante ma non oltre il 30% in media, la qualità non è attesa molto alta ma ci saranno sicuramente bottiglie molto buone perchè il settembre soleggiato e con alternanza di alte e basse temperature ha consentito a chi poteva permettersi di aspettare a raccogliere di produrre bottiglie magari sorprendenti. In generale meglio al sud (Puglia e Sardegna) che centro (Umbria e Toscana molto colpite). Al nord nelle zone cruciali come Piemonte e Friuli una vendemmia quasi normale, ma del resto si tratta di zone mediamente più fresche che quindi hanno quasi beneficiato del maggior caldo del solito. Sarà molto interessante andare ad assaggiare e confrontare vini che hanno potuto beneficiare dell’irrigazione (di soccorso o programmata fin dalla primavera già secca) e quanti ne hanno fatto a meno: da risultati come questi trarremo considerazioni importanti per l’agricoltura in Italia del futuro.

È anche la stagione delle classifiche di fine anno e delle nuove guide enogastronomiche. Cosa ti aspetti verrà fuori questa volta?
Si vocifera della prima “stella” a un pizzeria! e altri scossoni per la guida più influente, la Michelin, ma anche Espresso e Gambero Rosso hanno diverse novità in pentola. Tanti giovani reclamano spazio ma andrà trovato il modo di gestire la visibilità delle vecchie glorie che non ci stanno a essere relegati in un campionato dove tutti vincono e nessuno può essere messo in discussione.
Nel mondo del vino il caos guide ha portato ad erodere il prestigio di tutte le guide nazionali: il Gambero e i suoi Tre Bicchieri è l’unica che abbia ancora valore all’estero e presso i consumatori, mentre quella Slow Wine resta la più amata dagli appassionati che vi scoprono molte nuove cantine originali e naturali. Se poi guardiamo al più grande database mondiale (Winesearcher.com ) gli unici punteggi “italiani” che vengono tenuti in considerazione sono quelli di Daniele Cernilli Doctorwine e quelle di Luca Gardini… C’è molta confusione sotto il cielo e questa dispersione disorienta i consumatori che stanno cominciando a dividersi in tribù, ciascuna con il suo guru o team di degustatori di riferimento mentre prima si era più disposti a leggerle tutte.

Inverno, stagione da… “Rossi”. Regalaci qualche pillola-consiglio dal tuo recente “Manuale di conversazione sui grandi vini rossi” ….
Se avete un po’ di denaro da investire direi Barolo, di cui nel libro racconto storia e caratteristiche principali e soprattutto di come si sta trasformando in una “blue chip” nel mercato delle aste mondiali. Specie ora che escono le Riserva 2010, tutte con punteggi elevatissimi dai critici americani. Altro capitolo cui sono affezionato quello sulla Georgia e i suoi vini in anfora: non è facile trovare vini georgiani ma i vini in anfora sono un trend in crescita, una nicchia con exploit interessanti.

Vini bianchi e bollicine, a dispetto del freddo, continuano a riscuotere grande successo. Regalaci qualche dritta anche su di loro nella stagione che ci attende.
Le bollicine continueranno la loro marcia e direi che, insieme ai bianchi, ce li gusteremo ancora meglio che con il caldo perchè non avremo i problemi di servizio e riscaldamento dei vini nel bicchiere. Per bianchi e bollicine direi di prenderci una pausa da vini “verticali”, acidi, taglienti e cuvèe pas dosè: andiamo a riscoprire quelli con note più dolci e corpose, possiamo berli senza sentirci in colpa nei confronti degli enosbob che bevono solo bianchi che sembrano spremute di… limone! Per esempio potrebbe essere un’idea dedicarsi ai riesling di Germania e Austria, o ai bianchi francesi mediterranei di Calce (Pirenei) o ancora l’aligotè, il più antico vitigno bianco di Borgogna che come prezzi è assai più competitivo dello chardonnay. Per restare in Italia ricordatevi Verdicchio e Soave... le due zone più premiate dalla critica ma ingiustamente poco considerate dal pubblico, soprattutto in Toscana!

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