Un Francobollo, un Biscotto, ricordi e una (dolce) prospettiva.

Antonio Mattei e i Pandolfini. Una storia di successo.

Ho sempre avuto una grande simpatia per la città di Prato. Mi piaceva il mito industrioso dei capannoni tessili, questo laboratorio di imprenditori-operai, questa città alveare di telai dove la notte Berta filava e i lauti guadagni venivano spesi senza troppo ritegno. Ah i pratesi! – li rimpiangono in tanti in riva d’Arno, nei ristoranti, nei locali, nei negozi, quei pochi belli rimasti.
Poi è venuta la globalizzazione, i cinesi e altre storie che uno scrittore come Edoardo Nesi ha raccontato benissimo (leggetevi il suo libro dell’anno scorso, L’Estate Infinita, li c’è tutto, stupendo!).

Così ci sono tornato molto volentieri l’altra sera, quando il biscottificio Antonio Mattei di Prato, celeberrima istituzione dolciaria, ci ha invitati per una cena di festeggiamento per il prestigioso riconoscimento ottenuto dal Ministero dello sviluppo economico: un francobollo loro dedicato della serie tematica “Le Eccellenze del Sistema produttivo ed Economico Italiano”.

A fine serata l’autostrada Firenze Mare è un lungo serpente di auto che procede verso Prato e Pistoia, segno tangibile che ormai tanti – tantissimi – che lavorano a Firenze l’hanno lasciata e  risiedono altrove e che quindi una Città Metropolitana dovrebbe essere ben altra cosa da quel fragile istituto che ad oggi è. Vabbè, ne parleremo un’altra volta.
Il Biscottificio Mattei – Mattonella, come lo chiamano i pratesi - è dove è sempre stato, nella storica sede di via Ricasoli, dove nel 1858 Antonio Mattei avviò la sua attività di produzione e vendita dei tipici Biscotti di Prato alle mandorle. Una ricetta originale subito apprezzata e premiata all’Esposizione Italiana di Firenze nel 1861 e all’Exposition Universelle di Parigi nel 1867.
Oggi l’antico biscottificio è gestito dalla famiglia Pandolfini ormai da tre generazioni – in campo ci sono Francesco, Marcella, Elisabetta e Letizia: sforna quotidianamente i Biscotti di Prato (conosciuti anche come cantucci o cantuccini) seguendo la ricetta originale. E dall’ottobre del 2013 ha creato un altro prodotto: il Cantuccino al Cioccolato.
Altra ricetta tramandata da generazioni è quella di Biscotti della Salute, in tre versioni: tradizionale, integrale e senza zucchero. Tra gli altri prodotti tipici i Brutti Buoni, dolcetti a base di pasta di mandorle, la Torta Mantovana, soffice dolce a base di burro e uova fresche, e il Filone Candito, pasta briosce ripiena di ciliegie candite e coperta da un sottile strato di marzapane, i Savoiardi, le Brioche (allo zucchero e con le gocce di cioccolato), il Pan di Ramerino, la Schiacciata alla fiorentina.
Alla festa ha partecipato firmando il menù un bravo chef pratese Angelo Barni che ci ha rinfrescato la memoria e il palato con cose buonissime tipo la Zuppetta di ricotta di Cavagliano, cavolo nero, mortadella di Prato e briciole di Pan di Ramerico del Mattei – più km zero di così non si poteva! Bravo! - il Sedano alla pratese ovvero Stracotto di Razza Calvanina cotto a 65° nel Vino di Carmignano. Dulcis in fundo il colpo di teatro di una altro grande della pasticceria locale – Voi sapete che a Prato sui dolci sono i numeri 1, vero? – Paolo Sacchetti, l’inventore della Pesca di Prato e non dico altro.
Torneremo dunque presto a Prato, a metà ottobre riapre il Museo Pecci completamente rinnovato: sarà un grande evento e speriamo che poi ne seguano altri, sapremo sempre come finire in dolcezza una serata carezzando uan bella storia italiana che sa di lana e di farina.

LEONARDO TOZZI

Antonio Mattei Biscottificio Via Ricasoli, 22 - 59100 Prato - 0574 25756

 

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martedì 28 giugno 2016

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