I MAGNIFICI SETTE e un’affollata panchina

Superclassifica 2017 Ristoranti di Firenze e Provincia

Eccoci al nostro evergreen di inizio anno: scelte e voti delle più importanti guide gastronomiche nazionali - Espresso, Gambero Rosso, Michelin – comparati per estrarne una SuperClassifica che è un indicatore di tendenza, ma anche un “gioco” e una curiosità, un “faro” acceso sull’anno che verrà per seguirne evoluzioni e sfide.

La prima novità riguarda proprio le guide stesse, tutte rinnovate. L’Espresso in particolare ha spiazzato molti con la decisione di abolire i punteggi e resettare le sue graduatorie: solo Cappelli – da 1 a 5 – per i più apprezzati e poi semplici recensioni. A Firenze nessuno va oltre i 3 – Pinchiorri e il Palagio del Four Seasons, e a molti sono parsi pochi, in particolare per l’Enoteca di Annie Feolde e Giorgio Pinchiorri da sempre considerato un campione nazionale da 5 cappelli.
Anche la Michelin – la mitica rossa, la più influente, ha semplificato: solo le celebri Stelle – ma qui Pinchiorri resta ai vertici assoluti – e una lista di ristoranti di qualità senza ulteriori simboli. Tutti confermati e una new entry per gli altri stellati (1 stella) fiorentini, che in totale sono ora 7: Winter Garden by Caino, il Palagio Four Seasons, Borgo San Jacopo, Ora d’Aria, La Bottega del Buon Caffè con l’aggiunta quest’anno de La Leggenda Dei Frati di Filippo Saporito che vede così premiato il suo trasferimento da Castellina in Chianti all’incantevole sede fiorentina di Villa Bardini. Una classifica abbastanza in linea con quella del Gambero Rosso che invece è rimasto fedele al suo schema a punteggi e che nelle posizioni alte riconosce sostanzialmente gli stessi ristoranti.


Se qualcuno manca all’appello nelle attese “stellate” fiorentine è il giovane talentuoso chef Matteo Lorenzini dello spettacolare Sesto On Arno che per quest’anno non va oltre buone recensioni, raccogliendo tuttavia una preferenza in più sulle pagine dell’Espresso, generoso anche con un altro chef da anni in corsa per la Gloria, Da Pescatore dell’omonimo Daniele in Piazza del Carmine.

In complesso le guide hanno dato una migliore immagine di se, una scrittura convinta e più curata (Gambero Rosso), una decisa audacia nella scelta (Espresso), una rinnovata e maggiore autorevolezza e modernità editoriale (Michelin). Alle spalle degli Stellati una nutrita panchina di cuochi valenti regala tuttavia l’immagine di una certa stabilità della città gastronomica, dove la distanza tra Stellati e gli altri non sembra facilmente recuperabile. Tuttavia la stabilità non può piacre etropo alle guide e all’orizzonte mediatico in cui si muovono, pertanto non resta che scommettere su chi sarà la prossima stella o magari se ci saranno stelle…cadenti. Lo scopriremo solo mangiando.

Gli Stellati fiorentini
Annie Feolde e Giorgo Pinchiorri
e
“Don” Vito Mollica Four Seasons
Valeria Piccini Winter Garden by Caino
Peter Brunel Borgo San Jacopo
Antonello Sardi la Bottega del Buon Caffè
Marco Stabile L’Ora d’Aria
Filippo Saporito La Leggenda dei Frati

In panchina, in ascesa, in attesa….
Daniele Pescatore Da Pescatore
Mattia Lorenzini Se.Sto on Arno
Gabriele Andreoni Santo Graal
Entiana Osmenzeza Gurdulù
Alessandro Liberatore Pasha Villa Cora
Gabriele Rastrelli e Daniele Di Sacco Il Cestello
Fabio Picchi Il Cibreo
Matteo Fantini Io Osteria Personale,
Beatrice Segoni, Konnubio
Elena Ursu La Bottega di Parigi
Giovanni Luca di Pirro Castello del Nero
Maria Salcuni e Maria Porbst La Tenda Rossa


 

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