In Versilia: io FILIPPO, tu PIETRASANTA

Che c’è di nuovo sulla costa toscana, in Versilia per esempio...

Pensando al mare, all'estate, la prima domanda che ci fanno e ci facciamo è: che c’è di nuovo sulla costa toscana, in Versilia per esempio? Questa volta la prima risposta viene di getto. FILIPPO PIETRASANTA. Si, lo so, Filippo non è una novità nell’incantevole borgo tra le Apuane e il mare, che triangola con il suo mood cool con la capitale chic (Forte dei Marmi) e la city pop (Viareggio). Ma Filippo di Bartola ha lasciato ai suoi boys, ribattezzandolo “La Bottega di Filippo”, il ristorante che lo ha fatto apprezzare negli ultimi nove anni, e - complici i ritmi lenti dell’inverno - ha inaugurato poche decine di metri oltre la grande piazza, laddove c'era una vecchia autorimessa e dove poi il gallerista milanese Cardi ha ospitato pop art e arte povera, il suo nuovo ammaliante FILIPPO PIETRASANTA. Due nomi propri per un solo brand, come ha chiosato lo storico pr Gianni Mercatali, gran conoscitore e frequentatore della Versilia ruggente.
 
L’AMBIENTE – Il primo impatto è con il locale, decisamente oltre lo stile più visto e imitato in zona. Modernità calzante, per uno spazio da vivere all’interno anche d’estate. Filippo infatti riserverà gli immancabili tavoli esterni solo al Mud Bar, all’aperitivo, a uno spuntino. Progettato dagli Architetti Capecchi e Summoniti (Studio L.C. & CMS) si presenta come un open space, una casa-ristorante, dalla spiccata teatralità grazie a luci sapienti e a una cucina-palcoscenico. Un fusion riuscito e avvincente con la struttura della vecchia autorimessa in cemento armato e ferro del dopoguerra. Tre spazi contigui ma diversi. Ingresso dal Mud Bar per cocktail e una cena meno impegnativa. Poi la grande sala con tavoli quadrati e tondi. E la cucina a vista con un tavolo per 8 dove si può cenare, ma senza scegliere dal menù. Qui si seguono le proposte dello chef, piatti fuori carta solo per questo tavolo. Infine un cortile per un piccolo orto e una vite. Niente tavolini, ma magari un buon sigaro.

LA CUCINA – Contemporanea? Moderna? Italiana? Figlia della Versilia, certo. Echi francesi, sguardi esotici, memorie iberiche. Ai fornelli c’è Lorenzo Barsotti, pratese, debuttante all'enoteca Barni e quindi in giro per l'Europa, fra Paracucchi e il 3 stelle Michelin El Celler de Can Roca a Girona in Spagna. Una la carta, ma “trine” le proposte nell’angolo dei “3 ingredienti”; a noi è capitato seppia, ginger e zucca (ma anche mortadella, ginger, piccione): si accettano come traccia su cui lo chef poi costruisce un menù a sorpresa. Divertente, no? Della sua cucina Filippo dice: “Preferisco parlare di cucina moderna, nel senso che si esce dagli estremismi dell'arte e della cucina dell'oggi per l'oggi, ma si entra in una dimensione dove il moderno è figlio di una grande attenzione alla tradizione e al passato”.
Noi abbiamo scelto di gustare diverse portate per farci un’idea di cosa sia esattamente Filippo Pietrasanta. Esordio con il cestino del pane da lievito madre, leggerezza e croccantezza infinita, aspettando la prima seppia stuzzicata dalla mela verde e rincuorata dall’emulsione del suo fegato; poi la dolce zucca; un magnifico carciofo alla giudea circondato dal carciofino fritto; per salire di livello con il rigatone con pecorino di fossa, gambero cotto e pepe agli agrumi seguito dal risotto ai frutti di mare. Avvolgente e soave il filetto alla Rossini rivisitato al foie gras. Chiusura con un dessert storico, la Fedora secondo Filippo, ma questa ve la dovete scoprire da soli! Affidata a Christian Bellé la carta dei vini. Intuitivo e innovativo al punto giusto, ma soprattutto capace sommelier e collaboratore collaudato di Filippo da diversi anni.

IL MUD BAR – È l’ingresso lounge del locale: si traduce fango come la texture delle pareti, ma se lo si legge all’italiana è mood, nel senso di stato d’animo. Qui c’è una carta di snack per una cenetta-spuntino meno impegnativa. Ma soprattutto un cocktail bar “coi fiocchi”, affidato al giovane bartender Thomas Cecere con esperienze a Forte dei Marmi e a Londra, la città che sul bere detta legge. Con lui Alessandro Pitanti, il giovane bar tender dell’anno che di recente ha vinto su oltre 1500 partecipanti con il suo Lady Chanel la quarta Campari competition. Il nostro Mud (Moscow) Mule al rabarbaro, beh, da applausi!

FILIPPO PIETRASANTA
Pietrasanta - Via Padre Eugenio Barsanti – 0584 70010 - Mud Bar aperto dalle ore 18, ristorante dalle 20 (chiuso lun)
Prezzi: singole portate dai 15 ai 35 euro – menù su misura 3 assaggi 45, 5 assaggi 55 euro

 

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