IN VIGNA TUTTI BENE

Tanto tuonò che (non) piovve. La settimana delle Anteprime dei Vini in Toscana commentata da 6 esperti del settore.

Già l’esordio festoso e affollatissimo di entusiamo e winelovers registrato alla Fortezza da Basso di Firenze con Chianti Lovers (+ 30% di affluenza) – prologo il sabato precedente con la “comparsata” canterina di Sting - aveva fatto capire che il vino toscano aveva il vento in poppa anche se la produzione complessiva dell’annata è risultata inferiore di circa un 30% nei volumi complessivi. Ai banchi d’assaggio di Firenze, San Gimignano, Montepulciano e Montalcino (debutto del Brunello 2013) la parte del leone l’hanno poi conquistata le Riserve, in particolare la 2015, giudicata dai più solare, ricca e opulenta.
Abbiamo raccolto al volo le impressioni e i giudizi di alcuni colleghi esperti del settore reduci dall’entusiasmante maratona vinicola.


LEONARDO ROMANELLI
Gambero Rosso e Intravino

CHIANTI LOVERS
Annata 2017 non semplice ma con vini che sono riusciti comunque a reggere bene le difficoltà. Il concetto di bevibili era l’elemento principale da affrontare. Tra le novità per me Colle Adimari, mentre per le conferme San Gervasio e Saccheto.

CHIANTI CLASSICO
Ho assaggiato solo le Grandi Selezioni ma non è certo andata male. Ormanni Riserva Dugentanni e Rocca di Montegrossi Vigneto San Marcellino 2015 entrambi, sono stati i preferiti ma certo accanto a loro una bella schiera di vini che colpivano a fondo il palato.

VERNACCIA
Una denominazione che ha cambiato in positivo il concetto della produzione negli ultimi anni. I preferiti? Colombaio di Santa Chiara, Cesani e Panizzi.

BRUNELLO
Un bel godimento affrontare l’annata 2012 Riserva, un esercizio degustativo che lascia il piacere generale. Poi, come sempre, si deve capire chi svetta, e tra gli assaggi migliori ecco Uccelliera, Lisini Uscita Ritardata, che presentava il 2011, e una sicurezza come Poggio di Sotto.


ANDREA GORI
sommelier informatico, Vice Presidente FIS Toscana, Dissapore, Buisness People, Intravivo, Guida Doctor Wine ai Vini d'Italia

CHIANTI LOVERS
Montaioncino Chianti Riserva 2015, frutto e fiori solari ed energici, canditi mandorle e frutta secca, bocca polposa con nota dolce e passita un po’ insistita, ma il risultato è dolce e punteggiato da un bel tannino, godibilissimo.
Tenute San Fabiano Conti Borghini Baldovinelli de’ Bacci Chianti Riserva 2015: incantevole, floreale, acqua di colonia iris e rosa, bocca elegante armoniosa e lunghissima tra rosmarino lavanda e viole, tannino soave.

CHIANTI CLASSICO
Stomennano Chianti Classico 2016: lamponi e fragole, floreale molto intenso e dolce, bocca con bella spina dorsale e lungo finale di frutta di bosco.
Cigliano Chianti Classico 2016: floreale di iris e lavanda, tocco di tabacco, spezie e pepe, bocca arcigna e succulenta con bel gioco sapido.

VERNACCIA SAN GIMIGNANO
Tenuta Montagnani Mattia Barzaghi Vernaccia di San Gimignano 2017: un gradito ritorno alla grande per Mattia che aiuta il giovane al suo primo imbottigliamento, risultato splendido e tratto riconoscibile da pompelmo appena dolce e tanto sale, bocca tumultuosa e ben colta, finale sornione ma glicolicamente assassino!
Tenuta le Calcinaie Vernaccia di San Gimignano 2017: esile e reticente al naso cui cede solo un poco di floreale, in bocca esplode per vivezza e personalità fruttata e tensione sapida.

NOBILE DI MONTEPULCIANO
Priorino “Viola” Vino Nobile di Montepulciano 2015: naso arioso, speziato, di incenso rosmarino ed elicriso, ribes rosso e nero, floreale che prosegue nel bel palato esile ma forzuto di sapidità e tannino.
Il Molinaccio “La Spinosa” Vino Nobile di Montepulciano 2015: rosso e fine, rustico ma solare e fruttato, bocca fine ed esile, personale e dissetante, meglio tra qualche mese con questo tannino che merita di stare in bottiglia più a lungo.

BRUNELLO DI MONTALCINO
Armilla Brunello di Montalcino 2013: fiori delicati e susine rosse, bocca di melagrana delicata e finale tenue nel tannino ma non in termini di presenza scenica al palato, grazie a sapidità e freschezza che lo rivitalizzano ad ogni sorso.
Il Bosco di Grazia Brunello di Montalcino 2013: naso classico, potpourri floreale, timo e lavanda con frutto sullo sfondo, bocca classica serrata e con rivoli di gusto tra le sferzate del tannino, da tavola più che da degustazione ma materia bella e ritmo trascinante.


CHIARA GIOVONI
Guida DoctorWine, Ambassadeur du Champagne, Spirito DiVino

CHIANTI LOVERS
Torre a Cona Badia a Corte Chianti Riserva 2015: incenso e rose, arancio rosso e anice, bocca fitta di rimandi soliti. Frutti, grande tannino estratto in fase di assestamento.
Castelvecchio Chianti Riserva 2015: molta polpa, resina lamponi e ribes rosso, grande piglio fresco con complessità speziata, finale ricco e lungo.

CHIANTI CLASSICO
Monna Lisa Chianti Classico Gran Selezione 2015: eleganza e raffinatezza in veste sexy e ricercata con materia bellissima e carattere sinuoso che cresce ad ogni sorso.
Colle Bereto Gran Selezione 2015: scuro e intenso con naso bellissimo tra more e prugne, macchia mediterranea e sensazioni riccamente speziate, lungo e complesso, fine e fresco nonostante la grande struttura.

VERNACCIA SAN GIMIGNANO
Teruzzi Sant’Elena Vernaccia di San Gimignano Riserva 2016: dolcezza e floreale di arancio, nitido, bocca di leggero confetto ma anche timo maggiorana e aloe, salinità e scorza di mandarino finale.
Il Colombaio di Santa Chiara Campo della Pieve 2016: allegro e gioioso, frutta dolce quasi da lampone e albicocca, appassionante la beva e il contrasto di sapori, finale di spezia e timo con frutto che va quasi al tropicale, senza mai perdersi.

NOBILE DI MONTEPULCIANO
Susanna Crociani Vino Nobile di Montepulciano 2015: dolcezza di ciliegia e floreale di viola, un “giovincello di belle speranze” con il suo corpo deciso e muscoloso che si fa flessibile e sexy grazie ad acidità e tannino, grande finale che sposa ricchezza e agilità.
Avignonesi Vino Nobile di Montepulciano 2015: frutta sotto spirito, more di rovo e timo, bocca splendida accattivante e completa con una freschezza dirompente che anima un frutto bellissimo che diviene rosso, finendo tra fragole lamponi e tanta spezia.

BRUNELLO DI MONTALCINO
Poggio Landi Brunello di Montalcino 2013: ribes e melagrana, brillante nota agrumata, bocca fresca e succosa, tesa e dal frutto speziato, tè nero per la chiusura raffinata del tannino.
Casanova di Neri Tenuta Nuova Brunello di Montalcino 2013: suadente e dolce, penetrante e misterioso, ribes rosso e lamponi, asciutto, toni balsamici e menta, melograno e pepe, tannino dall’ottimo grip, succo di pesca e finale di tabacco e noci, grande forza ed equilibrio con una sosta prolungata nel palato, piacevolissima.


ALDO FIORDELLI
Guide de L'Espresso - Corriere Fiorentino - Civiltà del bere - Decanter

CHIANTI LOVERS
L'anno scorso c'è stato chi ha detto che il Chianti era il vino del futuro, una specie di iattura se pensiamo che poi l'annata 2017 è stata colpita dalla gelata prima e della siccità poi e che mancano alla denominazione 37 milioni di bottiglie. Per fortuna la Rufina, complici proprio i cambiamenti climatici, si sta ritagliando un prezioso ruolo all'interno di una denominazione grazie a vini freschi ma espressivi.

CHIANTI CLASSICO
Dopo che anche San Donato ha costituito la propria associazione (come Panzano, Montefioralle, la Berardenga etc..) si va sempre più verso una zonazione, quello che ho definito la "terza fase francese" del Chianti Classico. La Gran Selezione sta prendendo, nelle sue migliori espressioni, proprio questa forma. Insomma se conoscevate il Chianti storico, adesso è tempo di affinare le caratteristiche comune per comune. Anche in questo caso le zone più fresche sono quelle emergenti: Lamole e Radda su tutte.

VERNACCIA SAN GIMIGNANO
La Vernaccia è un grande vitigno, con potenziale d'invecchiamento, e nelle migliori bottiglie quelle note tese e vibranti che vanno sotto il nome di "mineralità". Ai due-tre nomi di riferimento, sta facendo da supporto una pattuglia di giovanissimi emergenti da seguire.

NOBILE DI MONTEPULCIANO
La svolta biodinamica di Avignonesi ha portato nuovo fermento a Montepulciano, entuasiasmo e voglia di fare grandi vini di qualità. Ma ci sono anche coloro i quali come Andrea Contucci, non si sono mai mossi dalla tradizione e restano un riferimento. L'annata 2015 potrebbe essere un punto di svolta per entrambi.

BRUNELLO DI MONTALCINO
Quattro stelle a un'annata che ne merita senza dubbio cinque, la 2013. Un'annata classica e longeva. Per essere longevo il vino è come l'uomo. Non basta avere tanto di tutto, occorre l'equilibrio. Il Brunello 2013 è espressivo e complesso, in qualche caso anche potente. A chi piacciono i classici, consiglio di scegliere i vini della parte Sud-Sud-Est del paese, in alto, nella zona di Biondi Santi per intendersi.

GUIDO RICCIARELLI
Vini buoni d’Italia Touring Club

Mi chiedete cinque nomi secchi a riassumere una cavalcata di otto giorni di assaggi. Verdetti certamente non definitivi quelli delle Anteprime. Fortemente indicativi però, giacchè il vino di prospettiva lampeggia da subito (salvo conferme).

CHIANTI LOVERS
Scelgo Enrico Lippi (Frascole) e il suo Chianti Rùfina Riserva 2015. Vino istintivo, di pura matrice artigianale, sciolto e saporito, compulsivo nella beva. Una promessa più che una scommessa.

CHIANTI CLASSICO COLLECTION
Scelgo un campione di botte, il 2016 di Badia a Coltibuono. Agilità gustativa e senso di naturalezza espressiva ne costituiscono la cifra stilistica. Scalda il cuore e si distingue dalla media della tipologia.

SAN GIMIGNANO
Difficile prescindere dalla proposta dei Logi Brothers (Il Colombaio di Santa Chiara), trascinatori di una denominazione (Vernaccia) in netta ripresa. Tre etichette per tre fratelli, una più buona dell’altra. Scelgo il vino d’ingresso, la Selvabianca 2017, in pratica una selezione per brillantezza e cure esecutive. Naso che invoglia e bocca in movimento, tonica e sfaccettata. Ha tutto per piacere (compreso il prezzo abbordabile).

MONTEPULCIANO
Quadro composito quello che emerge con un nome che si mantiene imprescindibile (Boscarelli). Nobile 2015 di slancio e sostanza, poliziano per solennità, carnoso eppur dinamico e continuo.

BENVENUTO BRUNELLO
Nella discussa annata 2013, il manico ha fatto la differenza. Esco dalla cerchia dei soliti noti e faccio il nome di Pietroso (in realtà ormai di primissima fascia per chi bazzica Montalcino). Gianni e Cecilia Pignattai, coadiuvati dal figlio Andrea, ispirano serietà e spensieratezza. Come il loro Brunello, coinvolgente quanto basta per catturare  l’attenzione del neofita e sofisticato al punto giusto per stuzzicare la curiosità del consumatore avvertito. Chiaroscuri e sfumature da cogliere lungo tutto l’arco gustativo  per un sangiovese dall’ipnotico effetto glou-glou.

STEFANO TESI
Corriere Vinicolo

CHIANTI LOVERS
Quest'anno il Chianti si era sposato con il Morellino di Scansano, quindi le denominazioni da testare erano due. Tra i secondi, in generale deludenti, alla cieca mi sono piaciuti un 2017 e una riserva 2015 rivelatisi poi, guarda caso, della stessa azienda: Col di Bacche, di Montiano, presso Magliano in Toscana. Non una sorpresa quindi, ma una piacevole conferma. Tra i secondi mi sono concentrato sui Rufina: qui il migliore è risultato il 2016 dei Marchesi Gondi.

CHIANTI CLASSICO
Tra gli oltre 450 vini in assaggio, mi sono concentrato sui Gran Selezione 2015, annata molto attesa, degustando tutti i campioni. Alto il livello generale, sebbene un po' tendente all'omologazione. Tra i tanti, per pienezza, generosità e mancanza di orpelli, il Bibbiano 2015 e il Palagio "Le Bambole" 2013.

VERNACCIA SAN GIMIGNANO
Per ragioni personali ho purtroppo dovuto saltare l'appuntamento ….

NOBILE DI MONTEPULCIANO
Di scena il 2015, annata a 5 stelle, anche se una parte dell'attenzione della stampa è andata fatalmente a certe tensioni interne che stanno attraversando il consorzio. All'assaggio, il Nobile di Montepulciano ha mostrato, nel bene e nel male, una certa compattezza stilistica. Tra i migliori Tenuta Tre Rose e, tra le selezioni, Gattavecchi.

BRUNELLO DI MONTALCINO
Benvenuto Brunello è un evento “torrenziale” con troppi vini per poterli assaggiare tutti. Ho dovuto con rammarico "saltare" i Rosso 2016 e limitarmi ai Brunello 2013, annata controversa (4 stelle un po' larghe…). Ho trovato in generale media potenza e buona freschezza. Mi è piaciuto di più Gianni Brunelli per il suo nerbo e Caprili per la sua ricchezza.

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