L’Universo in un Gong

La grande mostra di Eliseo Mattiacci al Forte Belvedere.

Come ogni anno arriva puntuale a giugno la mostra al Forte Belvedere che quest’anno offre i suoi spalti e la sua palazzina all’opera di Eliseo Mattiacci, pioniere dell’avanguardia italiana della fine degli anni Sessanta, artefice della sperimentazione e del rinnovamento in scultura, ispirato inventore di iconografie cosmologiche e di nuove relazioni spaziali e concettuali tra arte e natura, tra uomo e ambiente.

A cura di Sergio Risaliti, in collaborazione con Studio Eliseo Mattiacci, Gong - dopo le - retrospettive monografiche di Giuseppe Penone, Antony Gormley e Jan Fabre e la collettiva Ytalia - porta in città un dispiegamento monumentale di venti sculture all’esterno del Forte e all’interno della Palazzina, oltre a un nutrito gruppo di disegni, che per la prima volta in assoluto rendono merito all’attività grafica di Mattiacci. Un esercizio sciamanico che esplora il sublime del cosmo, orbite di pianeti e di astri, ritmi e geometrie che appartengono all’universo infinito, per tracciare mappe stellari che funzionano in termini anche simbolici, rituali. Fin dalle prime opere, dalle sculture in ferro veri e propri assemblaggi di nuova inedita arcaicità, Mattiacci ha inteso commisurare e riunificare i gesti umani e l’immaginazione metafisica con la natura insondabile della vita nell’universo e con l’energia nella materia e tra gli astri, con il ciclo cosmico di vita e di morte, quello di essere e non essere, le forze visibili e invisibili nello spazio e nel tempo come l’attrazione magnetica e la gravità.

All’interno le opere storiche, il Tubo (1967), l'installazione Recupero di un mito (1975) e l'opera sonora Echi di suoni e cani che abbaiano (1983). Poi opere degli esordi come Scultura lunatica del 1962 e la più recente installazione con i pianeti in alluminio sulla superficie stratificata in pallini in piombo di La mia idea del cosmo (2001), mentre le grandi eliche in alluminio di DinamicaVerticale (2013) dominano gli spazi al piano terreno. Fuori invece le grandi opere in acciaio corten di ispirazione cosmico astronomica, orientate da un lato verso la città, dall'altro verso le colline che ospitano l'Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Tra queste il totem Verso il cielo (1987), Equilibri precari quasi impossibili (1991), Segno australe – Croce del Sud (1991), Gong (1993), Vie del cielo (1995), i dischi di Ordine cosmico (1995-96), Totem con nuvola (1996), e l'inedita Scultura che guarda (1997-2013).

Forte di Belvedere - via San Leonardo, 1 – mar-dom 11-20, ultimo ingresso 19 (chiuso lun) - 3 euro, rid 2 - musefirenze.it - fino al 14 ottobre

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