La Toscana per gli Etruschi

Intervista al Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani.

Enti locali, musei civici, parchi e aree naturali della nostra regione sono protagoniste da sabato 25 agosto a martedì 25 settembre di un ricco programma coordinato dal Consiglio Regionale della Toscana rivolto a celebrare la civiltà, la cultura ed il patrimonio etrusco della Toscana.

Alla vigilia della manifestazione, che prevede un nutrito cartellone di mostre, convegni, pubblicazioni, presentazioni di libri, laboratori didattici, spettacoli, visite guidate, aperture straordinarie, abbiamo incontrato il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, appassionato sostenitore dell’iniziativa.

Presidente, da quale riflessione specifica nasce questa inedita iniziativa?
Cosimo I è il primo ad aggiudicarsi l’epiteto di Dux Etruriae, titolo conferitogli con la bolla emessa da Papa Pio V il 27 agosto 1569: con lui si consolida, infatti, una tendenza che era cominciata già con Lorenzo il Magnifico, quella di far coincidere i confini della signoria medicea con quelli dell’antica Etruria. L’eredità morale si traduce in eredità materiale e gli Etruschi diventano i capostipiti di una dinastia che vuole ampliare i propri confini ben al di là dei limiti fiorentini. L’intento politico e quello culturale si alimentano a vicenda e viene così segnata la nascita dell’etruscologia. Ritengo che le antichità etrusche nel corso del Quattro e Cinquecento esercitarono un’influenza significativa sul pensiero e sulle arti dei principali protagonisti del Rinascimento e dell’Umanesimo toscano. Ecco perché la data del 27 agosto è un anniversario da festeggiare e a pieno titolo parte del bagaglio culturale della nostra Regione.

Può anticiparci i luoghi della nostra regione che più specificatamente sono coinvolti e partecipano alla manifestazione?
Dopo aver dedicato nella passata edizione un focus a Paggio Colla, importante sito archeologico situato a Vicchio nel Mugello, di cui abbiamo esposto importanti reperti provenienti dallo scavo toscano, tra cui cinque bronzetti di età etrusca e un sigillo in terracotta raffigurante il parto, continuiamo con un lavoro di recupero di questa meravigliosa civiltà grazie all’aiuto e alla rete di tutti i comuni toscani che hanno forti testimonianze, da Cortona a Chiusi, da Sarteano a Pienza, da Bacchereto ad Artimino e ancora Volterra, Fiesole fino al ritrovamento di Gonfienti a Prato.

Parliamo delle iniziative di maggior richiamo in programma: quali sono?
Le iniziative si apriranno ufficialmente con un convegno ospitato da noi, in Consiglio regionale, il 27 agosto che vede tra gli ospiti i sindaci dei comuni etruschi che hanno partecipato al bando regionale. Si insedia la commissione archeologica del Premio “Porsenna” che vede in prima fila la città di Chiusi, grazie alla quale si suggella il forte legame tra la figura del Re Porsenna fino al Granduca Cosimo I de’ Medici, Magnus Dux Etruria riconosciuto dalla Bolla papale di Pio V, e quindi alla Regione Toscana di oggi.
Tra gli eventi uno che voglio segnalare è quello del 15 settembre a Comeana, sulle colline pratesi, sopra Poggio a Caiano e che coinvolge la necropoli di Comeana e l’archeologico di Artimino. Una festa etrusca con ricostruzione del villaggio nell’area antistante al tumulo di Montefortini. Questo solo per dare un’idea, ma gli eventi sono tanti e ogni anno crescono di numero coinvolgendo sempre più realtà sul territorio regionale.

Qual è stato a suo avviso il segno più importante che la storia degli Etruschi ha lasciato nel tracciare l’identità storica della Toscana?
Gli Etruschi hanno avuto un’influenza determinante, che per mille anni ha in qualche modo dominato prima di essere progressivamente assorbita dai romani; ecco quindi l’importanza di una giornata della memoria etrusca. Fino ad ora abbiamo fatto meno di quanto dovremmo per valorizzare i nostri progenitori, coloro che mille anni prima di Cristo già indicavano la strada per estrarre i metalli e arrivare all’età del ferro. Erano il popolo più evoluto in Italia e in generale in questa parte di Europa mediterranea. Cercheremo di fare molto di più con iniziative, manifestazioni, illustrazioni di scoperte che sono sempre più frequenti.

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