Sarai FICO. O Non Sarai.

Il senso di Farinetti per il Futuro del Cibo spiegato ai nostri lettori.

A Bologna: The Place To Eat

Il mantra di Fico Eataly World a Bologna recita più o meno così: “Questa non è la mecca del consumismo, è il luogo dove si impara il cibo e dove si fa la lotta agli sprechi”. Verrebbe da commentare: se l’obbiettivo sono 6 milioni di visitatori l’anno – come più o meno l’outlet di Serravalle Scrivia o gli ingressi da Eataly New York a Madison Square – beh, sarà meglio per chi ci ha messo i soldi che di consumismo ce ne sia, e parecchio!

Ma procediamo con ordine con la nostra analisi. Fico Eataly World è un grande centro commerciale - bello! - dedicato al cibo con un’ambizione in più: essere il più grande parco a tema sull’alimentazione e l’agroalimentare (indubbiamente ispirato a Expo2015), quindi anche un luogo di formazione e educazione. Siamo a Bologna nell’ex Centro Agro Alimentare (CAAB) in una zona periferica, nei pressi della fiera. Creata negli anni Settanta, questa struttura per vari motivi oggi aveva smarrito la sua funzione, di qui l’idea dell’amministrazione guidata da Virginio Merola di creare con Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly, questo nuovo progetto. Il Comune ha conferito lo spazio, permessi, urbanistica, accessibilità. Farinetti e le Coop raccolto i finanziamenti (circa 60 milioni di euro) e ovviamente i contenuti. Nasce così FICO, Fabbrica Italiana Contadina. A breve, il fondo del gruppo Prelios che ha coadiuvato l’investimento, vi edificherà anche un albergo.

I NUMERI: 10 ettari, di cui 8 al coperto; 150 aziende coinvolte (quasi tutte già fornitrici di Eataly o Coop), 700 posti di lavoro più l’indotto, 40 “fabbriche”, luoghi in cui le aziende non solo vendono e somministrano, ma anche producono con impianti propri.  Per esempio Baladin ha realizzato un birrificio, Granarolo fa la mozzarella (all’esterno i recinti con le vacche),  ecc… ci sono 6 aule didattiche, altrettante giostre educative a tema, un centro congressi con 1000 posti, 47 punti ristoro, il mercato, le botteghe, il bazar, 200 capi di bestiame in allevamenti esterni, 2000 cultivar in appezzamenti didattico-dimostrativi. Una enorme struttura a ‘L, con pista ciclabile che si può percorrere con bici a tre ruote della Bianchi, a disposizione dei visitatori.

Il Sistema-Fabbriche vorrebbe caratterizzare con originalità Fico, con le aziende impegnate a fare formazione ai clienti e testare i nuovi prodotti. Ma al primo impatto l’impressione è di essere in realtà in un Supermercato 2.0. E qui veniamo al punto saliente che interessa dal punto di vista politico-culturale. Secondo gli esegeti del FICO-pensiero si tratterebbe di una visionaria risposta alla crisi attuale e futura del retail. Costoro ritengono che sempre meno consumatori si recheranno in un punto vendita, e che l’e-commerce stile Amazon trionferà. I droni voleranno felici e le difficoltà logistiche e di consegna saranno superate, con supermercati alla fine mezzi vuoti. Solo dunque aggiungendo intrattenimento, coinvolgimento, partecipazione potranno salvarsi: capito Esselunga??

Ecco spiegata l’insistenza del raccontare un bel centro commerciale come uno spazio di formazione, la prevalenza data nella “narrazione” al turismo, alla didattica, alla formazione. Alcuni osservatori, affatto ostili a Farinetti, hanno riconosciuto che il quoziente di ‘credibilità didattica’ c’è, ma è evidentemente inferiore a Expo 2015. Inoltre hanno sottolineato che la pretesa didattica è prevalentemente demandata alle aziende, e quelle presenti sono storiche partner commerciali di Farinetti e Coop che hanno accettato di esserci alle condizioni pattuite (zero affitto, 20% sugli incassi da vendita di prodotto e 30% sugli incassi da ristorazione): dunque i veri artigiani del buon cibo non possono starci, ovvio. Quindi la retorica sulla formazione, sulla “fabbrica contadina” su “natura e terra” ecc ecc… lascia alla fine il tempo che trova. Sono i marchi industriali che segnano il paesaggio goloso: Amadori, Lavazza, Venchi, Rossopomodoro…

Detto questo fatevi un giro: troverete pane per i vostri denti.

Uscita A1 per Milano Bologna Fiera – navette dalla Stazione di Bologna – ingresso e parcheggio gratuito
 

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mercoledì 06 giugno 2018

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